LUDWIG

officina di linguaggi contemporanei

L’associazione culturale LUDWIG officina di linguaggi contemporanei porta avanti un progetto culturale che punta alla connessione tra i temi della contemporaneità e i linguaggi (volutamente si usa il plurale) che permettono di indagarne e di metterne a fuoco alcuni aspetti vitali. Ciascuno dei progetti messi in campo dall’Associazione vuole infatti connettere questioni legate alla memoria, ai valori del vivere sociale e della costruzione delle relazioni, con un’indagine sulla specificità del linguaggio: partendo dall’idea che ogni opera inaugura un linguaggio, si vuole sperimentare anche attraverso l’utilizzo delle più avanzate tecnologie, come è possibile contaminare i diversi linguaggi che concernono un atto performativo teatrale con la civiltà contemporanea.

 

Nei progetti sono coinvolti alcune decine di artisti che provengono dall’Italia e dal resto del mondo e sono quasi tutti al di sotto dei trentacinque anni. Ognuno di loro ha dato e dà il proprio contributo creativo ai progetti messi in campo.

L’azione di Ludwig è comparabile alla funzione di un “ombrello”. E’ così che vogliamo pensarci: un oggetto che dia almeno l’illusione di riparare e camminare nella tempesta.

 

Quella che viviamo è un’ora buia, in cui l’arroganza e la messa in mora della diversità si sono riconciliate con loro stesse; hanno barattato il falso pudore con il potere, e fondano un nuovo sistema di disvalori sfacciati, che entrano nelle case di tutti a coltivare la bellezza dell’omologazione, la paura (e la rabbia) nei confronti di chi non è riconoscibile istantaneamente come “uguale”.

L’ombrello è raccontare, ricordare, provocare ed evocare. Utilizzare gli strumenti dell’arte per accendere un riflettore su ciò che non possiamo cambiare. L’ombrello è il delirio di illudersi di poter scalfire il mondo e di poter giocare a rovesciare le clandestinità. E’ delirante illudersi di non bagnarsi durante il diluvio universale, grazie ad un ombrello.

La clandestinità del pensiero, dell’emozione, delle scelte, e non solo quella civile, sono un’opportunità, rispetto ad un pensiero normalizzato e normalizzante. Comporre pensiero e bellezza è uno dei compiti consapevoli che l’arte si può dare per restituire dignità a questa opportunità.

LUDWIG - officina di linguaggi contemporanei

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